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L'11 SETTEMBRE UNA GRANDE GIORNATA DI LOTTA DEL PRECARIATO DELLA SCUOLA

 IL 21 OTTOBRE A NAPOLI ASSEMBLEA NAZIONALE PER DECIDERE COME PROSEGUIRE LA LOTTA PER UN LAVORO STABILE E ADEGUATAMENTE RETRIBUITO

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L'11 settembre, dalle 9 fino a pomeriggio inoltrato, migliaia di precari/e hanno manifestato davanti a Montecitorio in occasione del dibattito parlamentare sul Decreto Milleproroghe. In tale decreto era prevista una misura che riconosceva il diritto dei/delle precari/e abilitati/e ad essere inseriti/e in una graduatoria per la progressiva assunzione in ruolo. Pur essendo per noi un riconoscimento solo parziale del diritto all'assunzione per tutti i precari/e che da anni garantiscono il funzionamento della scuola italiana, tale provvedimento è stato incredibilmente bocciato dal governo del “cambiamento” e della “dignità”, malgrado in campagna elettorale sia la Lega sia i Cinque Stelle si fossero ripetutamente impegnati a garantire il diritto di mantenere il proprio posto di lavoro alle maestre/i DM, in particolare, minacciate/i assurdamente di espulsione dalla scuola, dopo anni (o decenni) di lavoro impeccabile.

11 settembre, il precariato della scuola in piazza per il riconoscimento del diritto ad un lavoro stabile e adeguatamente retribuito

A Roma, manifestazione unitaria al Parlamento, P. Montecitorio, dalle 9.00 alle 14.00

Copia di MANIFESTO COBAS NOVEMBRE 2017 F.TO A_4

L’emendamento al decreto “mille proroghe” , approvato dal Senato il 3 agosto scorso, offre al l’intero movimento dei/delle precari/e della scuola l’occasione per ritrovare la compattezza e l’unità purtroppo mancata spesso in passato e fondamentale per vincere la battaglia per il riconoscimento del diritto ad un lavoro stabile e adeguatamente retribuito. Tale emendamento può essere oggetto di diverse critiche, ma riteniamo che possa costituire un primo passo verso l’affermazione di tale diritto. Conseguentemente, in occasione dell’inizio della discussione del decreto alla Camera, abbiamo indetto come Anief, Cobas e Cub una manifestazione nazionale per domani, 11 settembre, a Roma, davanti alla Camera, a Piazza Montecitorio, dalle 9.00 alle 14.00, alla quale invitiamo tutti/e i/le precari/e e le loro associazioni per dare vita ad una forte e significativa pressione sulle decisioni del nuovo Parlamento. La piattaforma sulla quale come Anief e Cobas abbiamo indetto la manifestazione è la seguente:

11 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

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DIRITTO AL RUOLO

Per una ripresa delle lotte dei precari

Nel 1989 la legge 417 riconosceva per la prima volta, dopo anni di lotte dei precari, il diritto all'immissione in ruolo attraverso l'istituzione di una graduatoria di docenti in possesso di abilitazione e di 2 anni di servizio.

IL 6 LUGLIO alle ore 10.00 PRESIDIO A MONTECITORIO

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Sul sito del Governo si annuncia l'intenzione di utilizzare il comma 1 dell'art. 14 della legge 669/1996, che consente l'applicazione esecutiva di sentenze alle Pubbliche Amministrazioni nel tempo di 120 giorni, per la situazione delle maestre /i DM. Di fatto si parla di congelamento perché non viene presa nessuna decisione ma si sposta il problema in avanti di 4 mesi e questo anche per i docenti di ruolo che da questa disposizione non hanno nulla di garantito. La motivazione è che si cerca di “studiare” un provvedimento consono, atto a risolvere l'intricata questione delle maestre/i DM che da anni garantiscono il funzionamento della scuola ma allo stato attuale non hanno alcuna prospettiva di immissione in ruolo. Questo argomento  è indifendibile: la questione è nota da mesi e le forze politiche al governo ne avevano fatto uno dei cavalli di battaglia della loro campagna elettorale criticando il ministro Fedeli per non essersi impegnato nella soluzione della vicenda. Riteniamo pertanto che limitarsi a prevedere l'applicazione delle sentenze dei vari Tribunali con la tempistica dei 4 mesi sia inaccettabile dal movimento delle maestre/i DM e dal mondo della scuola nella sua interezza: il caos nella Primaria e nell'Infanzia invece di crearsi a settembre si creerà con tempi scaglionati in pieno anno scolastico. Dopo tante promesse le forze politiche al governo sono riuscite nella classica impresa della montagna che partorisce topolini.

Sentenza Mastrogiovanni la Cassazione il 20 giugno 2018 condanna Medici e Infermieri

(Ma solo per falso ideologico e sequestro di persona-prescritto il reato di morte)
 

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Prosegue la lotta delle Maestre/i Diplomati Magistrali

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Mercoledì 20 giugno trenta maestre/i diplomate/i magistrali hanno partecipato al presidio organizzato dai COBAS a Montecitorio. Oltre a maestre/i di Roma hanno partecipato al sit-in delegazioni di Pisa e Bologna. Dalle 10 alle 13 si sono alternati interventi, slogan e canti per riaffermare le ragioni della lotta che ininterrottamente prosegue da 6 mesi. Sono intervenuti al presidio parlamentari di diverse forze politiche: Alessandro Battilocchio e Maria Spena di Forza Italia; Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali; Veronica Giannone, Maria Pallini e Jessica Costanzo del Movimento 5 Stelle.

Contro il governo reazionario guidato da Salvini

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Crolla il bluff “né di destra né di sinistra, né fascisti né antifascisti” dei 5 Stelle: è un governo reazionario, xenofobo, razzista, sessista e omofobo, quello di fatto guidato da Salvini.

Hanno tuonato per anni contro i presidenti del Consiglio non eletti e poi hanno installato un “signor Nessuno” senza alcuna autonomia; avevano strepitato contro gli accordi tra Renzi e Berlusconi e hanno stipulato un “contratto” tra partiti che si sono demonizzati per anni; avevano strillato per gli “inciuci” contro il popolo sovrano, ed hanno incollato al governo due partiti presentatisi agli elettori in schieramenti contrapposti. Ma questo sarebbe solo l’ennesima dimostrazione dell’ultrasecolare trasformismo italico, se poi il tutto non si fondasse sul programma della Lega, forza dominante di un governo che, oltre a storici rappresentanti della “casta” come Savona, Moavero e Tria, propone figure di bassissimo profilo che dovranno  eseguire il programma di una formazione reazionaria, in perfetta sintonia con l’ultra-destra di Le Pen, Orban, dei governi polacchi ed austriaci.