Per un‘altra Europa, sociale, democratica, egualitaria, solidale, aperta e includente

Basta con le politiche liberiste, basta con l’austerità

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In occasione delle celebrazioni per i sessanta anni dalla firma dei trattati di Roma abbiamo organizzato, insieme a molte decine di altre strutture sociali, sindacali e politiche, italiane ed europee, una mobilitazione a Roma, con due giorni di Forum tematici ed una manifestazione di piazza, consapevoli che, per salvare l'Europa dalla disintegrazione, dal disastro sociale ed ambientale, dalla regressione autoritaria, bisogna cambiarla profondamente, impedendo la prosecuzione delle politiche liberiste e di “austerità”.

Il corteo de “L’altra Europa”, coloratissimo, plurale, serenamente deciso e militante, ha portato in piazza fino al Colosseo almeno diecimila persone, che si sono poi incontrate alla fine con la manifestazione, di analoghe dimensioni, organizzata dal Movimento federalista italiano ed europeo. Nei discorsi iniziali e finali, e durante il corteo, è emersa da parte di tutti/e gli intervenuti la consapevolezza della drammaticità del momento, poiché un grande patrimonio comune, fatto di conquiste e avanzamenti sul terreno dei diritti e della democrazia, si sta criminalmente disperdendo insieme allo stato sociale, a speranze e ad aspettative, a causa di distruttive e ottuse politiche liberiste e di austerità, trattati ingiusti,  dominio della finanza, respingimenti, dilagante precarizzazione del lavoro, discriminazione di donne e giovani, crescita a dismisura, anche in Europa, di diseguaglianza e povertà. Oggi siamo al bivio: fra la salvezza delle vite umane o quella della finanza e delle banche, la piena garanzia o la progressiva riduzione dei diritti universali, la pacifica convivenza o le guerre, la democrazia o le dittature. Crescono sfiducia, paure ed insicurezza sociale. Si moltiplicano razzismi, nazionalismi reazionari, muri, frontiere e fili spinati.

Un'altra Europa è necessaria, urgente e possibile e per costruirla dobbiamo agire. Pensare di scampare alla crisi tornando indietro di venti anni, ripristinando le monete nazionali e la liretta, le barriere doganali e le frontiere chiuse all’interno dell’Europa significherebbe aggravare ulteriormente la situazione sociale nel nostro paese e in Europa, e incentivare tutte le pulsioni ultra-nazionaliste, identitarie, razziste, xenofobe e di chiusura verso l’accoglienza e la solidarietà verso gli ultimi della Terra. Ci vuole un progetto di unità europea innovativo e coraggioso, per assicurare a tutti e tutte l’unico futuro vivibile, fondato su democrazia e libertà, diritti e uguaglianza, riconoscimento effettivo della dimensione di genere, giustizia sociale e climatica, dignità delle persone e del lavoro, solidarietà e accoglienza, pace e sostenibilità ambientale. Dobbiamo essere in grado di trasformare il "prima gli italiani, gli inglesi, i francesi”, in “prima noi tutte e tutti", europei del nord e del sud, dell'est e dell'ovest, nativi e migranti, uomini e donne.

Ripartiamo da qui, da Roma, uniti e solidali, per costruire quel campo che, oltre le nostre non occultabili differenze nell’agire quotidiano, sappia essere, in Italia, in Europa e nel mondo, all'altezza della sfida che abbiamo di fronte. Nei prossimi giorni, le forze che hanno costituito l’alleanza di “La nostra Europa” si incontreranno per valutare come dare seguito alle iniziative di questi giorni e come articolarle a livello nazionale ed europeo.

Piero Bernocchi   portavoce nazionale COBAS

25 marzo 2017

    

La testa del corteo

Cattura

 

 

 

GIORNALE DEI COMITATI DI BASE DELLA SCUOLA

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