Dopo la straordinaria giornata del 14, la scuola di nuovo in piazza il 24 novembre

Dopo la straordinaria giornata del 14, la scuola di nuovo in piazza il 24 novembre

Il 14 novembre, mentre in 27 paesi europei milioni di persone manifestavano contro le politiche di austerità e i massacri sociali del liberismo, in Italia centinaia di migliaia di studenti, docenti ed Ata segnavano con la loro forte presenza lo sciopero generale di tutte le categorie convocato dai COBAS e dalla Cgil e in particolare i cortei che, insieme agli studenti, abbiamo organizzato in 30 città.

 Enorme la partecipazione a Roma dove circa 80 mila persone hanno bloccato la città, arrivando pure di fronte al Parlamento e purtroppo dovendo subire anche un’ignobile aggressione poliziesca che ha provocato il ferimento di studenti giovanissimi e l’arresto di otto di essi, ora scarcerati. Notevole la partecipazione anche a Torino e Napoli, con 20 mila persone, a Bologna con 15 mila, a Pisa con 8 mila, e circa 5 mila a Cagliari, Firenze, Bari, Catania, Genova e Palermo, e buona la presenza anche nelle manifestazioni di altre città.
Grande rilievo ovunque ha avuto la protesta del popolo della scuola pubblica contro la politica scolastica del governo, il folle aumento dell’orario frontale nelle medie e superiori a parità di salario, il continuo impoverimento dell’istruzione pubblica, l’espulsione dei precari, la deportazione degli insegnanti “inidonei”, il blocco di contratti e scatti di anzianità, la legge Aprea-Ghizzoni e il concorsaccio per i precari.
La giornata del 14 e le precedenti mobilitazioni del popolo della scuola pubblica stanno mettendo in crisi l’intera politica scolastica del governo che ora prova a bloccare il movimento promettendo il ritiro dalla legge di in-stabilità dell’assurdo aumento orario. Vedremo martedì e mercoledì prossimi, quando è previsto il voto alla Camera, se tale ritiro sarà effettivo: il ché dimostrerebbe che solo la lotta ampia, unitaria e costante paga. Ma di certo il movimento di protesta, che vuole cambiare radicalmente l’intera politica scolastica di immiserimento della scuola praticata da Profumo – come dai precedenti ministri Berlinguer, De Mauro, Moratti, Fioroni e Gelmini – non può fermarsi qui, perché dobbiamo anche respingere i tagli di posti di lavoro, scuole, classi e materie, l’espulsione e il concorsaccio dei precari, il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità, la legge Aprea-Ghizzoni, la deportazione degli “inidonei”, la scuola-miseria e la scuola-quiz dell’Invalsi.  
Dunque è decisiva la massima riuscita dello sciopero della scuola del 24 novembre, convocato per la prima volta da tutti i principali sindacati di categoria, e di una grandiosa manifestazione unitaria del popolo della scuola pubblica a Roma. Finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta ai nostri appelli in tal senso da parte degli altri sindacati promotori dello sciopero e anzi abbiamo appreso che essi hanno convocato una manifestazione stanziale a P. del Popolo. Tenendo conto della grande partecipazione di lavoratori/trici della scuola e di studenti che ci attendiamo a Roma, una iniziativa stanziale in una piazza peraltro ben poco capiente per la marea di manifestanti che legittimamente ci attendiamo,  appare del tutto inadeguata. Proponiamo dunque agli altri sindacati, agli studenti medi e universitari, ai precari, ai Comitati e coordinamenti e all’intero popolo della scuola pubblica di organizzare una manifestazione unitaria che parta da P. della Repubblica alle ore 10 e si diriga in corteo verso il centro della città: e invitiamo le strutture di movimento, le RSU, i comitati e collettivi di studenti, docenti ed Ata ad impegnarsi in prima persona per raggiungere questo risultato.
Piero Bernocchi  portavoce nazionale COBAS
19 novembre 2012