2012

Le manifestazioni dei COBAS per lo sciopero generale del 14 novembre

Romap.zza della Repubblica h. 9.30;Barip.zza Umberto h. 9.30;Bolognap,zza Verdi h.9,30;Bresciap.zza Garibaldi h.9;Brindisip.zza S.Maria Ausiliatrice h.9;Cagliarip.zza Garibaldi h. 9.30;Casertastazione FF.SS: h. 9.30;Cataniap.zza Roma h.9,30;Firenzep.zza S.Marco h.9;Genovap.zza Caricamento h.9;Leccev. XXV Luglio h.9;Massap.zza Matteotti h. 9;Napolip.zza Mancini h 9.30;Orvieto (TR)p.zza Caen h. 9;Palermop.zza. Politeama h.9,30;PerugiaPiazza Italia, 9-13 e 15-18;Pisap.zza Guerrazzi h.9;Pistoiap.zza Duomo h. 9.30;Ravennap.zza Garibaldi h. 9;Reggio Emiliavle Montegrappa h. 9.00; Roseto degli Abruzzi (PE)Istituto Saffi h. 9.00; Salernop.zza Portanova h.10; Sienap.zza della Posta h.9.30; Siracusapresidio al polo petrolchimico/confluenza corteo Catania; Tarantopresidio p.zza della Vittoria h. 18; TorinoPorta Susa h.9,30; Triestep.zza Goldoni h.9.30; Vastovia dei Conti Ricci h.9.00.

Il governo arretra sotto la spinta del popolo della scuola pubblica. Saranno decisivi lo sciopero generale e le manifestazioni del 14 novembre.

Il grande movimento di protesta contro la scellerata politica scolastica di Monti-Profumo sta facendo sbandare il governo: e in particolare sul folle aumento dell’orario frontale nelle medie e superiori di un terzo a parità di salario ministri e sottosegretari, commissioni parlamentari e partiti oramai mutano posizione ogni giorno. Nelle tante manifestazioni delle ultime settimane, dal No Monti Day al corteo di Roma di sabato scorso, in tantissimi/e abbiamo protestato contro il governo, la legge di “in-stabilità” e le politiche disastrose di Monti e dei partiti che lo appoggiano: ma in particolare docenti “stabili” e precari, Ata e “indidonei”, studenti medi e universitari hanno denunciato il continuo impoverimento dell’istruzione pubblica che il governo Monti, proseguendo le politiche scolastiche di Gelmini e Fioroni, Berlinguer e Moratti, vorrebbe ulteriormente imporre.

Il popolo della scuola nello sciopero generale e nelle manifestazioni del 14 novembre.

Il 27 ottobre il No Monti Day ha visto a Roma molte decine di migliaia di persone manifestare contro il governo, la legge di “in-stabilità” e le politiche disastrose di Monti e dei partiti che lo appoggiano. Insieme a tanti lavoratori/trici del pubblico e del privato, docenti “stabili” e precari, Ata e “inidonei”, studenti medi e universitari hanno protestato in particolare contro il continuo impoverimento dell’istruzione pubblica che il governo Monti, proseguendo le politiche scolastiche di Gelmini e Fioroni, Berlinguer e Moratti, vorrebbe ulteriormente imporre nella legge di in-stabilità e con il varo della Aprea-Ghizzoni. Nel quadro generale di un massacro sociale che doveva abbattere un debito pubblico aumentato invece in un anno del 10% e che ha colpito i settori più deboli e disagiati, mentre nulla pagano gli evasori fiscali, i grandi patrimoni, banche, gruppi finanziari e industriali, e i corrotti delle caste politiche e manageriali, è ancora una volta la scuola la vittima sacrificale.

Dopo il No Monti day, la scuola nello sciopero generale del 14 novembre. Contro la distruzione della scuola pubblica, con l’Europa che lotta

Il 27 ottobre il No Monti Day ha visto a Roma molte decine di migliaia di persone manifestare contro il governo, la legge di “in-stabilità” e le politiche disastrose di Monti e dei partiti che lo appoggiano, e contro gli ulteriori provvedimenti di immiserimento della scuola pubblica e dei suoi protagonisti. Insieme a tanti altri lavoratori/trici del pubblico e del privato, docenti “stabili” e precari, Ata e “indidonei”, studenti medi e universitari hanno in particolare portato nelle strade di Roma la protesta contro il continuo impoverimento dell’istruzione pubblica che il governo Monti, proseguendo le politiche scolastiche di Gelmini e Fioroni, Berlinguer e Moratti, vorrebbe ulteriormente imporre nella legge di in-stabilità e con il varo della Aprea-Ghizzoni.

La Cgil insegue COBAS, ma si ferma a metà strada. Lo sciopero generale del 14 nov è già convocato dai COBAS per l’intera giornata.

Il grande successo del No Monti Day e la convocazione COBAS per il 14 novembre dello sciopero generale di tutte le categorie per l’intera giornata hanno “risvegliato” la Cgil che, partita all’inseguimento della mobilitazione, si è ritrovata con il fiatone, fermandosi a mezza strada e limitandosi a convocare 4 ore di sciopero che oltretutto nel PI e nella scuola cozzano con le norme  vigenti in materia (da loro imposte, insieme a Cisl e Uil), stante la  precedente indizione COBAS per l’intera giornata. Comunque, il fronte di protesta del 14 si amplia e questa è una buona notizia, così come la confluenza pure della Fiom che così esce dall’isolamento in cui si era cacciata insistendo sulla data del 16 novembre.

Cacciamo il governo Monti: Un grande successo il No-Monti Day. E ora lo sciopero generale del 14 novembre, con l’Europa che lotta

Davvero un grande successo il No Monti Day. Molte decine di migliaia di persone, assai di più delle migliori previsioni, hanno manifestato a Roma per la cacciata del governo Monti, contro la legge di “in-stabilità” ammazza-Italia e le politiche disastrose del governo e dei partiti che lo appoggiano: e i COBAS hanno dato un contributo rilevante a questo successo. Persino il tempo ci è stato favorevole – malgrado le previsioni di piogge torrenziali – e così lavoratori/trici del pubblico e del privato, operai e insegnanti, studenti medi e universitari, ambientalisti e pensionati, precari e disoccupati hanno potuto esprimere senza intralci la loro protesta contro politiche fallimentari che ci precipitano nella “spirale greca”, con i tagli che provocano recessione a cui si risponde con altri tagli fino alla catastrofe. Monti se ne deve andare – hanno detto i manifestanti – perché ha provocato un massacro sociale per abbattere il debito pubblico, che invece è aumentato in un anno dal 117% del PIL al 126%; perché ha colpito salariati, pensionati, precari, disoccupati, settori popolari, piccolo lavoro "autonomo", mentre nulla stanno pagando gli evasori fiscali, i grandi patrimoni, banche, gruppi finanziari e industriali, e la corruzione e le ruberie delle caste politiche e manageriali raggiungono il parossismo.

Lettera aperta a Cisl scuola, Gilda, Snals e Uil scuola

Perché non anticipare sciopero e manifestazione al 14 novembre?
Come sapete, alcuni giorni fa vi abbiamo comunicato con una lettera di aver raccolto il vostro invito a scioperare nella scuola il 24 novembre, convocandolo anche noi e proponendovi un incontro per   trovare un accordo per un’unica manifestazione nazionale a Roma. Non abbiamo ricevuto risposte ma, ciò malgrado, vi scriviamo nuovamente facendoci carico della generale volontà di docenti ed Ata di avere a disposizione una giornata di sciopero e di manifestazione massimamente unitari in difesa della scuola pubblica e delle condizioni di lavoro dei suoi protagonisti. Vi abbiamo segnalato nella precedente lettera che la data scelta non ci sembrava proprio la migliore, sia perché essendo di sabato impedisce a tantissimi/e docenti di scioperare sia perché arriverebbe dopo l’approvazione della “legge di in-stabilità”alla Camera (voto finale il 15 o il 16 novembre).

Con l’Europa che lotta I COBAS indicono lo sciopero generale il 14 novembre

Il governo Monti prosegue nella demolizione di redditi, servizi pubblici e Beni comuni, triturando implacabilmente salari e pensioni, scuola e sanità, posti di lavoro e diritti, giovani e precari. Come se non fosse bastata la manovra “salva-Italia” e il furto delle pensioni, la legge Fornero e la spending review, Monti colpisce ancora con la “legge di in-stabilità” che accelera l’ingresso dell’Italia nella “spirale greca” di tagli e recessione, a cui seguono altri tagli fino alla catastrofe.

Basta con il massacro della scuola pubblica! 24 novembre sciopero generale della scuola con manifestazione nazionale

Come se non bastasse la manovra “ammazza-Italia”, il furto delle pensioni, la legge Fornero e la “spending review”, Monti ha colpito ancora con la “legge di in-stabilità”. Tocca di nuovo alla scuola fare da agnello sacrificale, dopo che il governo Berlusconi aveva cancellato 150 mila posti di lavoro, espulso i precari e creato classi-pollaio fino a 35 alunni. Il contratto nazionale, fermo dal 2009, resta bloccato fino al 2014 e lo stesso vale per gli scatti di anzianità, l’unica progressione di carriera.