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Contro i Quiz Invalsi, la Legge 107 e gli otto decreti attuativi, Sciopero della Scuola

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3 MAGGIO SCIOPERO DELL'INTERA GIORNATA PER LE SCUOLE DELL'INFANZIA,PRIMARIE E SECONDARIE DI PRIMO GRADO
 
9 MAGGIO SCIOPERO DELL'INTERA GIORNATA PER LE SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO
   
Dal quadro generale degli otto decreti attuativi della legge 107 approvati definitivamente il 7 aprile dal Consiglio dei Ministri e contro i quali abbiamo effettuato con successo lo sciopero generale del 17 marzo emerge la centralità attribuita ai quiz Invalsi nella valutazione delle scuole, degli studenti e dei docenti.

Per un‘altra Europa, sociale, democratica, egualitaria, solidale, aperta e includente

Basta con le politiche liberiste, basta con l’austerità

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In occasione delle celebrazioni per i sessanta anni dalla firma dei trattati di Roma abbiamo organizzato, insieme a molte decine di altre strutture sociali, sindacali e politiche, italiane ed europee, una mobilitazione a Roma, con due giorni di Forum tematici ed una manifestazione di piazza, consapevoli che, per salvare l'Europa dalla disintegrazione, dal disastro sociale ed ambientale, dalla regressione autoritaria, bisogna cambiarla profondamente, impedendo la prosecuzione delle politiche liberiste e di “austerità”.

Sabato 25 marzo a Roma manifestazione internazionale contro le politiche liberiste e di austerità dell'Unione Europea

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Per una Europa unita, democratica, solidale, aperta ed accogliente.Corteo a Roma da Piazza Vittorio ore 11.00 al Colosseo

LA NOSTRA EUROPA UNITA, DEMOCRATICA, SOLIDALE

In occasione dei sessanta anni dalla firma dei trattati di Roma ci riuniamo, consapevoli che, per salvare l'Europa dalla disintegrazione, dal disastro sociale ed ambientale, dalla regressione autoritaria, bisogna cambiarla.

Nelle principali città un lavoratore /trice della scuola su cinque ha scioperato contro la legge 107 e gli otto decreti attuativi.

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Decine di migliaia di docenti ed ATA in piazza in 10 città. A Roma cinquemila in corteo dal MIUR al Parlamento.

Mentre il Parlamento sta decidendo se dare parere favorevole agli otto decreti attuativi della legge 107, che il governo Gentiloni ha varato per chiudere definitivamente nella gabbia della “cattiva scuola” docenti, ATA e studenti, i primi dati a nostra disposizione dalle principali città ci dicono che in media un lavoratore/trice della scuola su cinque ha oggi scioperato contro la legge e per il ritiro dei decreti, con moltissime scuole rimaste chiuse in tutta Italia. Decine di migliaia di docenti ed ATA hanno partecipato alle 10 manifestazioni svoltesi a Roma, Cagliari, Palermo, Napoli, Torino, Bologna, Catania, Venezia, Firenze e Bari.

Le manifestazioni del 17 marzo per lo sciopero generale della scuola

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ROMA
Ore 9.30 Viale Trastevere-MIUR
Ore 11.30 Montecitorio

TORINO
Ore 9.00 Corso Vittorio Emanuele-USR Piemonte

VENEZIA
Ore 10.30 Riva de Biasio-USR Veneto

BOLOGNA  
Ore 9.30 Piazza Santo Stefano

FIRENZE  
Ore 9.00 Piazza S.Marco

NAPOLI   
Ore 9.30 Piazza del Gesù

CAGLIARI   
Ore 9.30 Piazza Giovanni XXIII

BARI         
Ore 10.00 Via Castromediano-USR Puglia

PALERMO   
Ore 9.30 Piazza Politeama

CATANIA    
Ore 9.30 Piazza Stesicoro

I COBAS non hanno nulla a che fare con gli arresti di Modena.

cobas-scuola

Invitiamo gli organi di informazione ad evitare ogni accostamento della nostra organizzazione alla vicenda.

Un“decalogo”per uscire dalla scuola-azienda e ripristinare la scuola della Costituzione

Che proporremmo alla neo-ministra, se rinunciasse ad essere una “pasdaran” della legge 107

POLETTI-RENZI

E’ parere largamente diffuso che, sebbene nell’oceanico NO alla riforma costituzionale abbiano certamente contato le volontà di difendere il poco che resta della democrazia istituzionale e della abbondantemente svilita Costituzione, l’elemento principale del NO sia stato il rifiuto delle politiche sociali ed economiche del governo Renzi, e in particolare della “cattiva scuola” della legge 107 e del Jobs Act.

ll governo Gentiloni è una sfacciata fotocopia del precedente, con un prestanome alla guida.

Renzi Gentiloni

Neanche le batoste popolari insegnano niente a Renzi e ai suoi.

Abbiamo scritto nei giorni scorsi che l’ondata dei NO che ha travolto Renzi e il suo governo è certo dipesa dalla volontà di difendere ciò che resta di una democrazia istituzionale già massacrata da un ventennio di “maggioritario”, nonché una Costituzione già drasticamente ridimensionata da tutti i governi degli ultimi decenni; ma che ancor più decisivo é stato il netto rifiuto delle politiche sociali ed economiche del governo Renzi, e in particolare della “cattiva scuola” della legge 107 e del Jobs Act. Del peso che sui NO hanno avuto tali leggi, si sono mostrati consapevoli quasi tutti i commentatori politici e persino, almeno così pareva, Renzi e il PD.

GIORNALE DEI COMITATI DI BASE DELLA SCUOLA

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