Migliaia di docenti ed Ata in piazza a Roma, Napoli, Bologna, Palermo, Genova e Padova
Totale solidarietà a Rosa Maria Dell’Aria, che deve essere immediatamente reintegrata dal ministro Bussetti nella propria lodevole funzione didattica

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Malgrado la vergognosa ritirata di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda che avevano accettato la “fuffa” propinatagli da Conte, malgrado il boicottaggio dell’informazione mainstream, che ha annunciato la revoca dei Cinque ma non la conferma dello sciopero da parte di Cobas, Anief e Unicobas, la giornata di oggi è stata un notevole successo per il sindacato alternativo e conflittuale e per la scuola pubblica italiana. Dai dati pervenuti finora, risulta che almeno il 20% dei docenti ed Ata ha scioperato nelle principali città, centinaia di scuole sono state completamente chiuse, mentre molte migliaia di lavoratori/trici sono scesi/e in piazza a Roma nella manifestazione nazionale, oltre che a Napoli, Bologna, Palermo, Genova e Padova. 
Tra gli scioperanti, vanno considerati numerosi iscritti/ ai Cinque sindacati che non hanno ottemperato al diktat delle segreterie delle loro organizzazioni e hanno protestato così anche contro la sciagurata decisione della revoca. A Roma, di fronte al Parlamento, P. Montecitorio è stata completamente stipata da docenti ed Ata venuti/e da tutta Italia (particolarmente rilevante la delegazione COBAS di Cagliari, la più numerosa di quelle extra-romane) e al microfono si sono succedute le proteste e le proposte, con oltre una trentina di interventi.

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Manifestazione nazionale a Roma, a Montecitorio ore 10.00

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I sindacati-scuola della Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno accettato il pacchetto di fuffa propinato loro dal presidente del Consiglio Conte ed hanno revocato lo sciopero indetto insieme a noi e ad altri sindacati per il 17 maggio. Particolarmente clamorosa è stata l'accettazione da parte dei Cinque delle promesse sul punto fondamentale dello sciopero, la regionalizzazione. Il governo ha scritto che verrà rispettata la Costituzione e vorremmo vedere in quanto "si impegna a salvaguardare l'unità e l'identità del sistema nazionale di istruzione garantendo lo status giuridico di tutto il personale regolato dal CCNL". 

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Proponiamo un’Assemblea nazionale e iniziative di mobilitazione.

  La sentenza della plenaria del Consiglio di Stato del 20 febbraio 2019 ribadisce quella del 20 dicembre 2017 e rappresenta una dura sconfitta per i/le diplomate/i magistrali (DM) anche in previsione del pronunciamento della Cassazione che dovrà esprimere il proprio parere entro il 20 marzo. Pur comprendendo l’enorme delusione di tutte/i i/le DM, occorre  ricordare che fin dall'inizio di questa vicenda abbiamo più volte ribadito che non condividevamo l'impostazione di limitarsi alla battaglia legale, ossia di centrare la questione dell’inserimento in GAE sul possesso del titolo del diploma magistrale esclusivamente per via giudiziaria.

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L’assemblea nazionale che si è riunita domenica 10 febbraio 2019 a Macerata si è aperta dando spazio a due voci dal profondo valore simbolico: Wilson Kofi, un ragazzo ghanese vittima dell’attentato fascista di Luca Traini, e Madalina Gavrilescu, attivista rumena del Movimento per il Diritto all’Abitare di Roma, colpita da un provvedimento di espulsione in ragione del suo impegno sociale e politico.  L’assemblea ha segnato la nascita di un Forum solidale e antirazzista contro l’esclusione sociale e le politiche fascistoidi del governo, sulla base della piattaforma tematica di contenuto sulla quale è stata costruita la mobilitazione nazionale del 10 novembre 2018, integrata con una maggiore focalizzazione circa le nuove politiche securitarie e repressive del Governo.

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In Italia esiste un’opposizione al governo Lega-5Stelle. Questo è il principale fatto politico che ci restituiscono le/i centomila indivisibili che hanno attraversato Roma lo scorso 10 novembre. Una mobilitazione che ha prodotto uno squarcio nel velo di quella “pace terrificante”, di quel “razzismo istituzionalizzato” e di quel “sordo e frustrato rancore” verso chi abita gli scantinati di questa società, che sembra regnare dall’insediamento dei giallo-verdi al potere.Un’alterità che, nonostante la propaganda dominante e sempre più di regime, esiste nella società ed ha avuto la forza di mostrarsi il 10 novembre, incarnata direttamente da tutti quei corpi che sono oggetto di politiche discriminanti e repressive: migranti, rom, sinti e caminanti, occupanti, attivisti, famiglie, donne, bambini, anziani, studenti, precari, poveri, senza fissa dimora e disoccupati.

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L'art. 1, comma 792, della legge di bilancio appena approvata, accanto a disposizioni positive come
l'abolizione della titolarità di ambito, la riduzione del percorso di formazione iniziale e prova ad un
solo anno (ammesso che in tale anno ci sia davvero spazio per la formazione...) e la possibilità di
ripetere, per una volta, il suddetto percorso in caso di non superamento dello stesso, contiene
provvedimenti inaccettabili per i docenti precari non abilitati che da anni reggono le sorti della
scuola pubblica.

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Malgrado i blocchi e le schedature dei manifestanti arrivati con i pullman e la cancellazione dell’iniziativa da parte dei mass-media. E la mobilitazione continua.

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Un fiumana ininterrotta di “indivisibili” ha percorso per oltre quattro ore le “storiche” vie delle manifestazioni nazionali a Roma ed ha riempito, come non  accadeva da molti anni, Piazza S. Giovanni, per protestare contro le politiche governative, contro il decreto “in-sicurezza” di Salvini e contro l’odio razzista nei confronti dei più deboli e indifesi che vengono in Italia e in Europa per cercare un po’ di pace e di giustizia sociale. Ci aspettavamo circa 20 mila persone, ne sono venute almeno cinque volte tante, oltre 100 mila. Molto ha contato, nel successo straordinario e oltre le più rosee aspettative, l’alleanza aperta, includente e rispettosa di tutte le componenti, che si è realizzata tra forze sociali, sindacali e politiche e che ha favorito l’enorme adesione (oltre 500 associazioni) di strutture che organizzano migranti, rom e sinti, di decine di comunità di immigrati organizzati, di movimenti per l’abitare e occupanti di case, di centri sociali, Cobas e sindacati di base, partiti, reti nazionali e comitati locali.

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Nella scuola ciclicamente si presenta il problema della formazione di sacche di precariato costituite da migliaia di docenti che lavorano anche decine di anni con contratti a termine quando nel resto del mondo del lavoro viene prevista la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato per un massimo di 2 anni. 

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Lorenzo Orsetti, ucciso mentre combatteva a fianco delle forze curde contro i nazislamisti dell'Isis

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I COBAS (Confederazione dei Comitati di base), nel ribadire l’importanza della lotta ai rapporti di potere e alle gerarchie su cui si sono sempre fondati sia il sistema patriarcale sia quello capitalista e liberista, sostengono l’appello lanciato dalle donne di tutto il mondo e convocano lo sciopero per l’8 Marzo 2019. La violenza maschile sulle donne e la violenza di genere sono una conseguenza di quei sistemi e si manifestano in tutte le loro forme: stupri, insulti e molestie, violenza domestica e femminicidi che sono ancora  all’ ordine del giorno.

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VANNO RETRIBUITE SE I CORSI SONO ORGANIZZATI FUORI DALL'ORARIO DI LAVORO

Importante vittoria dei COBAS DELLA SCUOLA di TERNI per i diritti dei docenti: i corsi di formazione sulla sicurezza, se organizzati fuori dall'orario di lavoro, vanno retribuiti dalla scuola come ore di attività aggiuntive a quelle contrattualmente previste.

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Venerdì 29 marzo molti di noi hanno partecipato ai presidi antifascisti di piazza dei Signori e di piazza delle Erbe per manifestare contro l’oscurantismo clerical-fascista rappresentato dalla prevista manifestazione di Forza Nuova dal Santo alla Prefettura di Padova. Una manifestazione che rappresenta uno scempio dei dettami della nostra Costituzione, un insulto alla cittadinanza di Padova contro cui molteplici sono state le prese di posizioni, anche istituzionali: il questore ha fatto orecchie da mercante, concedendo il corteo ad un manipolo di fascisti camuffati da cattolici integralisti, e limitando agli antifascisti il solo stazionamento nelle piazze centrali della città. 

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Rosa Maria in classe subito, accompagnata dalle scuse pubbliche ministeriali.
Manifestazioni in varie città
A Roma Mercoledì 22 Maggio al MIUR (V.le Trastevere ore 16.00)

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Rosa Maria Dell’Aria, collega dell’istituto Vittorio Emanuele III di Palermo, è stata colpita, come oramai è ben noto, da un odioso, arbitrario e intollerabile provvedimento repressivo con la sospensione dal lavoro di 15 giorni e interruzione dello stipendio per aver interpretato il suo ruolo didattico, consentendo ai propri studenti di svolgere, senza alcuna censura, una ricerca storica sulle ignobili leggi razziali mussoliniane del 1938, che prevedeva nella libera espressione degli studenti anche alcuni richiami al nostro presente.

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"Matera 2019 Capitale europea della cultura diritto di accesso e partecipazione dei detenuti alla vita culturale della comunità"

Convegno CESP Centro Studi
Venerdì 29 marzo 2019 ore 9.00-17.00
Casa Circondariale “Raffaele Cinotti” Rebibbia N.C. - Roma

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Tavola rotonda
Intersezionalità tra paradigma teorico e prassi

Martedì 28 maggio 2019
Ore 9.00 - 13.00
Università degli Studi di Trieste
Via E. Baciocchi 4 - Trieste

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Il Cesp–Centro studi per la scuola pubblica ha organizzato o ha in programma nel corso dell’anno scolastico 2019-20 in varie sedi (Lucca, Palermo, Pescara, Grosseto, Genova, Napoli , Salerno..) dei Convegni–Corsi di formazione per docenti e Ata dedicati allo studio del fenomeno delle migrazioni.

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LA SCUOLA SI/CURA 

Il titolo di questo convegno ci frullava per la testa già da un po’, perché coniuga in maniera intima due ordini di problemi e di esigenze avvertite profondamente da tutti e quindi certamente dal mondo della scuola che della società è il microcosmo rappresentativo: quelli legati alla sicurezza, a loro volta da distinguere in ambientale e personale, e quelli legati al delicato concetto di cura.

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Il seminario di aggiornamento si concentra sugli aspetti culturali, storico-sociali, normativi, alla base della diffusione dei Bisogni Educativi Speciali (BES) e sulle ricadute metodologico-didattiche che tale aspetto comporta. La giornata sarà dedicata in parte anche al ricordo della figura di Giorgio Antonucci, già direttore del manicomio di Imola di cui curò la dismissione, prospettando una relazione radicalmente diversa tra società e sofferenza psichica. Ampio spazio verrà dato nella parte laboratoriale all’analisi della normativa relativa al sostegno, agli alunni/e con DSA e con altri Bisogni Educativi Speciali. Un laboratorio musicale sarà dedicato ad esplorare le possibilità di ognuna/o di raccontarsi agli altri/e in uno spazio di libertà creativa.

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Azimut

Con il 5x MILLE sottoscrivendo l'apposita casella nel 730
o unico e indicando il codice Fiscale dell'associazione - 97342300585

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INIDONEI

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